Torta di mele affondate di Paoletta

Vi racconto di noi …

Dal settembre 2017 mia figlia Giulia vive in Romania dove studia presso la “Victor Babeș” State University of Medicine and Pharmacy in Timișoara. E’ stato un anno di grandi cambiamenti e adattamenti per entrambe, ricco di soddisfazioni, successi, forza, equilibrio e serenità. Una bella prova di vita. Abbiamo entrambe imparato a star bene da sole, condizione mai così scontata. Personalmente ritengo che la più grande conquista per una persona sia trovare buona compagnia anzitutto nella ricchezza della propria interiorità e solitudine, senza doversi necessariamente aggrappare ad alcuno, cercare rifugi consolatori in cui narcotizzarsi o vivere di trasgressioni scappando da sè … Solo da quella sana ed equilibrata solitudine può nascere il nostro mondo di relazioni serene. Ci siamo reinventate entrambe e di questo sono felice e fiera.

Negli aggiustamenti di questa nuova condizione abbiamo spesso trovato modi originali per sentirci vicine, tra i quali persino fare un dolce insieme in videochiamata! E’ stato molto divertente comunicare anche a sguardi e gesti mentre i nostri apparecchi in funzione montavano composti e impasti ed è stato altrettanto emozionante attenderne il risultato per capire quale dei due fosse venuto meglio! Abbiamo provato diverse ricette, per lo più torte da forno con cui far colazione. Abbiamo condiviso levatacce del mattino al freddo e al gelo, coccolate da quei dolci. Sono stati momenti meravigliosi anche quelli in cui stare in silenzio a sorseggiare una tisana, scambiare pareri ed emozioni sul dolce, sulla vita, sugli studi e sulle scoperte negli studi, sul futuro, sulla giornata a venire, per poi salutarsi con l’amore negli occhi diretti verso mete diverse. E’ già trascorso un anno e più da tutto questo e stamattina mentre realizzavo questo dolce, uno dei nostri cavalli di battaglia “la torta di mele affondate” di Paoletta Sersante, mi è tornato tutto in mente. Delicata, morbida, dolce e umida questa torta è stato il dolce preferito e più ripetuto, quello che ci ha tenute più vicine in quel lungo primo inverno lontane …

Grazie Paoletta!
https://aniceecannella.blog
spot.it/…/meme-della-consolazion…

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TORTA DI MELE AFFONDATE (la mia versione con qualche piccola variante)
 
Ingredienti:
200 g. di farina
150 g. di zucchero
2 uova
1 confezione di panna fresca da 250 ml
1 bustina di lievito
4 cucchiai di olio di semi
1 pizzico di sale
3 mele golden con la buccia (volendo si possono sbucciare)
5 cucchiai di zucchero di canna
il succo di un limone
la buccia grattugiata di un limone
un cucchiaino di estratto di vaniglia oppure i semi di una bacca di vaniglia
due cucchiaini di cannella
7/8 fiocchetti di burro
Procedimento:
Sciacquare le mele, affettarle, irrorarle con il succo di un limone, cospargerle con due cucchiai di zucchero di canna, un cucchiaino di cannella e tenerle da parte. In una ciotola montare bene le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio a filo, la buccia di limone, la vaniglia e lavorare con una frusta a mano. Quando ben amalgamato versare nel composto mezza confezione di panna e mescolare, sempre a mano. Setacciare nel composto farina, lievito e sale, infine l’altra metà della panna ed amalgamare.
Rivestire uno stampo a cerniera da 22/24 cm. con carta forno, versare il composto e livellarlo. Affondare le fettine di mela in verticale, a raggiera.
Spolverare il composto di zucchero di canna, cannella e qualche fiocchetto di burro.
Infornare a 180° modalità statico per 45/50 minuti circa.
Durante la cottura le mele affonderanno un po’ e l’impasto si gonfierà tutt’intorno creando un bellissimo disegno.
 

Vellutata di zucca con semi misti e gamberoni

I colori dell’autunno.

Da ragazza non avevo particolare simpatia per questa stagione, quando arrivava settembre ero pervasa da una strana malinconia. Non volevo che l’estate terminasse e con essa la libertà, le ore di luce, l’aria mite, la vita all’aperto.

Poi un giorno è arrivata l’America e la mia amata Bethesda … Ricordo che ci trasferimmo ad agosto e a fine settembre il mio sguardo cominciò a perdersi nei colori …

Non appena l’aria comincia a rinfrescare, fuori dell’area urbana di Washington Dc, il territorio tra Maryland e Virginia offre tramonti e paesaggi meravigliosi e l’autunno esplode ed avvolge con tutto il suo calore. I boschi e i parchi naturali danno vita ad una ricca tavolozza di colori che comprende tutte le sfumature dell’arancio, del blu, del rosso del giallo, del verde. L’effetto è carico di contrasti ed è talmente straordinario che non restarne è colpiti è impossibile!  Da lì ho cominciato ad amarlo e a viverlo con un altro spirito.

L’autunno è ricco e dorato, ha un passo lento e un respiro intenso e profondo, si immerge nel cuore e nell’anima. Profuma di buono e sa di casa. L’autunno riunisce, incanta, riscalda ed io ho voluto dargli il benvenuto così …

In questo periodo lì a Bethesda ogni casa ha almeno una zucca davanti al portone. Io ne ho avute due in dono da zio Umberto e anzichè lasciarle fuori ho voluto portarle in tavola e profumarle del mare della mia Terra …

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Vellutata di zucca con semi misti e gamberoni

Grado di difficoltà da (1 a 5): 2

Ingredienti per 4 persone

1 kg di zucca
mezza cipolla rossa
un ramo di rosmarino
un bicchiere di acqua
Olio evo (un cucchiaio a persona)
Sale
4 cucchiai di semi misti (zucca, girasole, lino)
16 gamberoni freschi o decongelati
due foglie di alloro

Procedimento per la vellutata

Privare la zucca della buccia e dei semi, tagliarla a fette e ricavare grossolani cubetti. Versare l’olio in una pentola capiente, aggiungere l’olio, la cipolla tritata e alcuni aghi di rosmarino. Far stufare a fiamma bassa per qualche minuto. Non appena la cipolla sarà trasparente e ammorbidita, aggiungere la zucca, aumentare la fiamma e far rosolare leggermente per qualche secondo. A questo punto aggiungere l’acqua, salare e coprire lasciando cuocere fino a quando la zucca si disfa. Saranno necessari circa 20-30 minuti. Spegnere e lasciare da parte.

Procedimento per i gamberoni

Pulire i gamberoni privandoli del budello e delle zampette. Riempire una pentola di acqua in cui saranno state messe due foglie di alloro e porla sul fuoco attendendendo il bollore. Non appena esso sopraggiunge, immergere i gamberoni e farli cuocere soltanto pochissimi minuti (circa un paio). Scolarli, lasciarli raffreddare e privarli della testa e del carapace lasciando la coda. Mettere da parte.

Montaggio del piatto

Con l’aiuto di un minipimer frullare la zucca emulsionandola bene fino a renderla cremosa e liscia, poi versarla nella pentola di cottura e riscaldarla su fiamma bassa. Prendere un piatto fondo, versare circa 4 mestoli di vellutata e battere leggermente sul tavolo in modo da livellare bene. Versare sulla crema un cucchiaio di semi in modo sparso, adagiare al centro 4 gamberoni, decorare con un ciuffetto di rosmarino. Finire il piatto con un filo d’olio.
Per chi ama il pesce crudo, omettere la cottura dei gamberi e procedere come indicato.

Alici in panure aromatica

Le alici sono uno dei pesci più gustosi e salutari che il nostro Mar Mediterraneo ci regala in questo periodo ed è facile trovarle a buon prezzo sui banchi del pesce dei nostri mercati. Appartengono alla categoria del “pesce azzurro”, sono un’ ottima fonte di proteine nobili e grazie al contenuto di acidi grassi polinsaturi – i cosiddetti Omega 3 – sono anche in grado di controllare il tasso ematico dei trigliceridi e del colesterolo, quindi hanno un’azione ripulente e “sgrassante” sul sangue. Sin dai tempi dei romani hanno avuto un posto di rilievo in tavola e continuano ad essere ingrediente principe di tanti piatti della nostra tradizione marinara. La ricetta che vi propongo oggi è per un secondo da utilizzare a pranzo o a cena. E’ molto semplice, veloce ed aromatica, caratterizzata da profumo di mare e di limone propri dei sapori mediterranei. Dovrete solo aver pazienza di pulirle ma se amate il cibo e la cucina quanto me ci vorrà un attimo!

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Ingredienti per 4 persone 

1 kg di alici fresche

Olio evo

Aglio

Sale

Prezzemolo

Per la panure

un panino all’olio (o fette di pancarrè)

la buccia di un limone

3 cucchiai di parmigiano grattugiato

2 cucchiai di olio evo

prezzemolo

 

Procedimento

Privare della testa e diliscare le alici lasciandole unite le due metà. Sciacquarle delicatamente e metterle a sgocciolare in un colino. Prendere una teglia antiaderente, ungerla sul fondo con dell’olio, distribuire il sale e poco aglio. Disporre le alici nella teglia con la pelle sul fondo. In un cutter mettere il panino sbriciolato grossolanamente, il parmigiano, la buccia non tritata di un limone, un gambo di prezzemolo, poco sale e azionare l’apparecchio. Non appena il composto si sarà ridotto in briciole, azionare alla minima velocità il cutter e versare all’interno del boccale due cucchiai di olio. A questo punto spegnere e distribuire la panure sulle alici avendo cura di dosarla uniformemente. Accendere il grill del forno alla massima temperatura e cuocere per circa 13/15 minuti facendo attenzione che la panure non bruci. Sfornare e servire caldo.

Timișoara e il Gulash con la scarpetta!

 

Conoscete la mia curiosità per i piatti tradizionali italiani e stranieri, la voglia di scoprire le origini della cucina locale di ogni luogo. Curiosità che nasce dal desiderio di contestualizzare l’identità di un Paese e capirne storia, origini, gusti, tendenze. Conoscevo il gulash dai viaggi in Austria, assaggiato in diverse città e varianti e ritrovato con sorpresa tra i piatti della cucina locale proposti nei ristoranti tipici di Timișoara dove Giulia studia e vive dallo scorso settembre.

Timișoara è un municipio della Romania che conta oggi circa 750,000 abitanti. Capoluogo del distretto di Timiș, nella regione storica del Banato, è uno dei centri urbani più belli del Paese. Circondata da un anello di graziosi parchi e costellata di piazze pittoresche viene spesso chiamata “la piccola Vienna” e “Città dei Parchi”. L’influenza austro-ungarica è infatti evidente nell’architettura, nel cibo e nella cultura. E’ una città da visitare rigorosamente a piedi, passando da una piazza all’altra, tutte incredibili perle di architettura. Il centro è riservato solamente ai pedoni e il momento migliore per visitare la città è al tramonto, quando si può sorseggiare un bicchiere di vino caldo passeggiando tra le luci scintillanti della sera. Situata nella zona occidentale della Romania vanta una diversità etnica che non ha riscontro in nessun’altra parte del Paese, derivante da legami geografici e culturali con la vicina Ungheria e con la Serbia e dalla tangibile influenza asburgica. Da secoli convivono in questa città oltre 30 culture diverse: romeni, tedeschi, ungheresi, serbi, croati, italiani, spagnoli e bulgari. Per questo Timișoara è una vivace città multiculturale famosa per una serie di primati. Nel 1884 fu la prima città europea ad introdurre l’illuminazione elettrica stradale, la prima a produrre birra in Romania ma soprattutto diede il via alla rivoluzione del 1989 contro il dittatore Ceaușescu. Di recente ha vinto il titolo di Capitale europea della Cultura per il 2021 per questo la città è un immenso cantiere animato da un gran fermento. Gli investimenti svilupperanno vari servizi, come alberghi, ristorazione, turismo, trasporti, locali.

La cucina tipica di  Timișoara vanta piatti semplicissimi e di tradizione prevalentemente contadina preparati con ingredienti freschi e genuini provenienti da coltivazioni e allevamenti locali.  I menù sono vari e spaziano tra minestre, piatti di carne e formaggi, verdure e polenta. Una nota di merito va appunto anche al Gulash, che pur non essendo tipico della Romania, data la vicinanza e le influenze ungheresi è veramente ottimo per questo ve lo propongo nella variante più semplice possibile e vicina ai nostri gusti.

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Ingredienti per 4 persone

800 g. di carne di manzo tagliata a piccoli cubetti

700 g. di cipolle dorate

1 cucchiaio di paprika dolce in polvere – 1 cucchiaio

1 cucchiaino di paprika forte in polvere – 1 cucchiaino

1 foglia di alloro secco

1 rametto di rosmarino

1 rametto di maggiorana

1 rametto di timo

3 cucchiai di concentrato di pomodoro

60 g. di grasso di prosciutto o strutto

200 ml. di acqua calda

1 mestolo di acqua calda

Sale q.b.

4 patate tagliate a tocchi grossi (facoltativo)

Preparazione

Versare l’olio in una casseruola dal fondo spesso, unire il grasso, farlo sciogliere e aggiungere le cipolle affettate molto sottili. Rosolarle a fuoco bassissimo. Quando stanno per disfarsi aggiungere la carne e farla insaporire sempre a fuoco molto basso, in maniera che rilasci i propri liquidi. A questo punto, preparare un mazzetto aromatico legando insieme con spago da cucina il rosmarino, la maggiorana, il timo e la foglia di alloro. In alternativa si può usare un cucchiaino delle stesse erbe secche e inserirle.  Nel frattempo, in un altro pentolino portare a bollore l’acqua e stemperarvi all’interno il concentrato di pomodoro.  Diluire la paprika dolce e piccante in un mestolo di acqua calda e aggiungere entrambi i liquidi alla carne. Regolare di sale e proseguire la cottura a fiamma bassissima e a pentola coperta per circa un’ora e mezza.
Aggiungere altra acqua calda solo se necessario. Far ritirare il liquido di cottura secondo il proprio gusto. Volendo, dopo circa un’ora dalla cottura, si possono aggiungere delle patate tagliate a tocchi grossi e si prosegue la cottura per il rimanente tempo.

Cioccocake glassato del Maestro Alessandro Servida

Strano ritrovarmi senza Giulia intorno, in queste ultime settimane. Abbiamo avuto condivisioni sempre più intime negli ultimi anni che ci hanno portate ad essere più vicine e complici. Discussioni e confronti su ogni tema generale e personale, punti di vista diversi dovuti alla differenza di età, alle esperienze, alla sua maturità di anni luce avanti alla mia, alla stessa età. E’ trascorso più di un mese, un nuovo e stimolante percorso è nato per lei e con esso amici, progetti e tanti pensieri positivi, nel mentre quell’immenso vuoto ha cominciato ad attenuarsi o meglio, a trovare la sua ragione d’essere accettato e affrontato con serenità. Serbo ancora forti dentro me tutte le emozioni e le immagini di quegli attimi prima della partenza, del decollo e del volo …

Per quanto fosse grande il desiderio di un percorso universitario all’estero, lasciarla in un Paese straniero non è stato semplice. Non è proprio dietro l’angolo, andare a trovarla significa pianificare ogni cosa ed essere vincolati ai voli che non sono giornalieri. Ho pianto tutto il tempo del volo di rientro. Di fianco a me una coppia che preoccupata per il mio stato mostrava la sua vicinanza senza capire cosa avessi. Ho continuato a piangere la mia disperazione entrando in casa, girovagando per le stanze – anzitutto la sua – senza pace mentre mi pareva di sentire la sua voce in ogni angolo della casa …

“Mamma sali/ Mamma vieni/Mamma guarda/Mamma andiamo/Mamma sai che? Mamma ti siedi vicino a me?/Mamma che dici se?/Mamma, mamma, mamma …”          Una parola che ha riempito ogni poro della mia pelle e scandito ogni attimo delle mie giornate dalla sua nascita.

Adesso son persino capace di sorriderci su!

Sono stata ferma i primi giorni, sì. Mi sono rannicchiata, avvolta delle mie stesse braccia per fare guscio intorno e sentirmi al sicuro, ero lacerata da questo strappo. Ho pensato a lungo al passato, al presente, al futuro. Ho rielaborato il dolore concentrandomi su questa scelta da me appoggiata e la nuova inevitabile condizione. Ho accettato di poterla riabbracciare dopo mesi, sentito la sua voce allegra, visto i suoi occhi felici e ritrovato piano piano la forza, senza mai allontanarmi dal mio centro. Ho perso energia, ne ho avuta a fasi alterne ma poi ripreso la mia strada e ricominciato. Quindi dopo il periodo di stasi in cucina, man mano che l’energia tornava, mi sono rimessa in moto alla ricerca di nuovi spunti che mi facessero sentir viva. Ho avuto bisogno di nuove idee e di immergermi nelle passioni. Sono sempre quelle ad aiutarmi nei momenti difficili. Così, curiosando nei gruppi di cucina che seguo, mi sono imbattuta in questo dolce. La ricetta è tratta dal programma “Pastry Garage” che il Maestro Alessandro Servida tiene sul canale La5  dal lunedì al venerdì alle 19,30. Goloso e seducente mi ha subito attratta. Umido, morbido e scioglievole all’interno, è ricoperto da questa glassa di cioccolato e granella di nocciole che potrei definire un mix tra il Bacio Perugina e il Ferrero Rocher. Ne sono andata matta da subito e ho pensato che nonostante a casa di Giulia a Timisoara ci sia solo il forno a gas non troppo adatto per alcuni dolci, con qualche attenzione in più sulla cottura e sul calore, potrei replicarlo per tutti i suoi amici e proporlo per una golosa colazione o merenda! Chissà i ragazzi cosa ne pensano …

 

 

cioccocake glassato

Ingredienti per il cake:

6 uova

100 g glucosio ( volendo si può sostituire con miele dal sapore neutro)

160 g zucchero

160 g panna fresca per dolci

100 g  di farina di mandorle

160 g farina

30 g cacao in polvere

10 g lievito per dolci

110 g burro

70 g cioccolato fondente

Ingredienti per lo sciroppo:

100 g acqua

100 g zucchero

scorza di un’arancia

Ingredienti per la glassa:

250 g cioccolato fondente

60 g olio di riso ( volendo si può usare anche un olio di semi)

160 g granella di mandorle tostate

Ingredienti per la decorazione:

fiori di zucchero o altro a piacere

Procedimento per il cake
In una ciotola mettere le uova con lo zucchero e la panna e mescolare con una frusta a mano. Aggiungere il glucosio, la farina di mandorle e il cacao, rimescolare e inserire la farina e il lievito precedentemente setacciati. Infine incorporare il burro e il cioccolato fusi nel microonde e amalgamare bene. Imburrare e infarinare lo stampo e versare l’impasto. Cuocere a forno statico a 170°C per circa 45 minuti.

Procedimento per lo sciroppo

In un pentolino porre l’acqua, lo zucchero e la scorza di arancia. Far bollire circa cinque minuti e spegnere.

Procedimento per la glassa

In una ciotola di vetro far sciogliere il cioccolato al microonde oppure in un pentolino posto su bagnomaria, aggiungere l’olio, miscelare bene e inserire la granella di nocciole.

Decorazione

Una volta terminata la cottura, sfornare e far raffreddare bene il cake. Successivamente porlo su una gratella appoggiata su un’altra teglia bassa e bagnarlo con lo sciroppo raffreddato. Attendere che lo sciroppo venga ben assorbito e ripetere l’operazione fino ad esaurimento della bagna.
Lasciando il cake sulla gratella, dopo un di tempo versare su di esso la glassa in più riprese in modo che aderisca bene, trasferirlo su un piatto da portata e decorare a piacere con fiori di zucchero.

Insalata di carciofi crudi marinati e scaglie di Parmigiano

Il ‘Crudismo’ o ‘Raw Food’ è una delle tendenze più in voga negli ultimi anni, in fatto di alimentazione sana. Consiste nell’evitare di sottoporre cibi freschi come verdura, ortaggi, frutta fresca e secca, germogli, semi e cereali a temperature al di sopra dei 43-45 gradi per non distruggere, né disperdere vitamine e minerali essenziali per la nostra salute. Inutile dire quanto questo tipo di alimentazione sia in perfetta sintonia con la fisiologia del nostro corpo e con il nostro gusto, in quanto oltre a lasciare in purezza e semplicità la struttura dei cibi, ne esalta sapori e consistenze.

E’ primavera, la stagione del tepore, momento in cui più volentieri scegliamo insalate e cibi rinfrescanti e idratanti, più facili da digerire. Questa preparazione, ideale per depurare e proteggere il nostro fegato e per farci sentire sazi ma leggeri, richiederà solo un po’ di pazienza ma il successo è garantito! Provatela come antipasto, contorno sfizioso o anche aperitivo d’effetto e poi ditemi …

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Insalata di carciofi crudi marinati e scaglie di Parmigiano

Dosi per 4 persone

Tempo di preparazione: 1 ora circa per la pulizia dei carciofi

Tempo della marinatura: 2 ore almeno

Ingredienti

8 carciofi teneri

il succo di 4 limoni freschi

100 gr. di parmigiano in scaglie

6 cucchiai di olio extravergine di oliva

q.b. sale macinato al mulinello

q.b. di pepe nero macinato al mulinello

foglioline di menta fresca

Materiali utili

Una busta di plastica per alimenti da circa 3 lt.

Preparazione

Pulire i carciofi dalle foglie esterne più dure e da eventuali spine interne e immergerli in acqua acidulata con succo di limone. Togliere la corteccia esterna dai gambi dei carciofi lasciando solo la parte chiara interna e unirli ai carciofi in acqua acidulata. Spremere il succo dei limoni e tenerlo da parte. A questo punto, tagliare a metà i carciofi e affettarli a fettine molto sottili, tagliare anche i gambi a julienne. Metterli nella busta di plastica e irrorare con il succo di limone avendo cura, man mano che si riempie la busta, di girare i carciofi nel succo. Ogni tanto far uscire tutta l’aria dalla busta, chiuderla stretta girando bene la busta e porla sottosopra in modo da far distribuire bene il succo. Lasciarli marinare nel succo di limone per almeno 2 ore. Al termine di questo tempo, scolare i carciofi, trasferirli in una zuppiera, condirli con sale e pepe macinati al momento, aggiungere le scaglie di parmigiano, l’olio evo e le foglioline di menta.

Käsekuchen Italian Style

Non so perché o forse lo so, in questi ultimi anni propendo sempre più per i dolci ed è stranissimo per me. Mi lincerete per quello che sto per dirvi e vi capisco ma voglio essere sincera, non sono mai stata golosa di dolci. Fino a qualche anno fa non amavo il cioccolato, le creme, le mousse, la loro consistenza. Le mie preferenze erano sempre per cibi salati dai sapori forti. Potevo, al limite, scegliere dolci da forno, qualche crostata, ciambelle, biscotti, adesso invece mi scopro a sceglierli cremosi e persino stratificati, a cercarne ricette, desiderarli, sognarli, idearli, gustarli, con un piacere mai provato prima. Sarà compensazione? Bah … Quando sforno, mi sento una bambina di fronte alla sua golosità preferita e non riesco nemmeno ad aspettare, devo assaggiare. Mi accontento di piccole quantità ma le voglio, ad ogni costo le voglio. Si cambia. L’età, la vita, gli ormoni, altro … e bisogna imparare a riconoscersi anche in nuove vesti.

La scelta di questa domenica dettata da una autunnale malinconia, è caduta su una torta che imparai a fare circa 25 anni fa. Le influenze della cucina d’Oltralpe sono presenti nella mia vita da quando ero ragazza ed hanno sempre esercitato un grande fascino su me. La prima volta in cui assaggiai questa torta fu in uno dei rituali del “Kaffeestunde” – slang tedesco per intendere l’ora del caffè -, tenuto quotidianamente a casa di mia cognata Teresa, che oggi non c’è più. I miei cognati hanno vissuto in Germania trent’anni e avevano sempre tante storie da raccontare. Trovavo nel loro stile di vita un diverso approccio alla vita, operoso ma anche piacevole. Non ero abituata e guardavo incantata quel tempo lento che si concedevano ogni giorno, fatto di chiacchiere e relax. Nella mia famiglia di origine, non capitava mai di sedersi ogni pomeriggio a bere caffè o tè davanti a un dolce. Fermarsi significava sottrarre tempo alle attività di casa, allo studio, alle cose da fare. Si faceva in presenza di ospiti, mai tra noi in famiglia se non la domenica, sarebbero immediatamente scattati sensi di colpa profondi. Così, quando mi imbattei in questo rituale ne fui affascinata, scoprii che c’era chi nella vita si concedeva un piccolo piacere, ogni giorno ed imparai a coccolare e coccolarmi anch’io …

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Käsekuchen Italian Style (torta di formaggio)

Dosi per uno stampo a cerniera dai bordi alti, di 26 cm diametro

Tempo di preparazione 1,30 h circa

Tempo di cottura 90 minuti

Ingredienti per la pasta frolla

350 gr.di farina

125 gr. di burro

2 uova intere

100 gr. di zucchero semolato

la buccia grattugiata di un limone

1 cucchiaino raso di lievito per dolci

un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno

7 uova

150 gr. di zucchero semolato

50 gr.di farina

650 gr. di ricotta

125 gr. di  yogurt bianco magro

semi di una bacca di vaniglia

250 gr. di panna per dolci montata

il succo di un limone spremuto

zucchero a velo

Preparazione della pasta frolla

Foderare lo stampo con carta forno sia sul fondo sia lungo il bordo. Versare la farina setacciata nella ciotola della planetaria, aggiungere il burro a tocchetti e far amalgamare. Ne risulterà un composto sabbioso. A questo punto aggiungere lo zucchero, le uova, il sale, la buccia grattugiata del limone e il cucchiaino di lievito. Lavorare brevemente fino ad ottenere un composto compatto. Stendere l’impasto tra due fogli di carta forno e assottigliarlo fino a raggiungere uno spessore il più possibile uniforme di circa 2 cm di altezza. Con questo disco foderare lo stampo includendo tutta l’altezza del bordo. Porre in frigorifero.

Preparazione del ripieno

In due diverse ciotole, rompere le uova separando gli albumi dai tuorli. Montare i tuorli con lo zucchero e aggiungere gradatamente la farina. Sminuzzare la ricotta e unirla al composto amalgamando bene per evitare eventuali grumi (in alternativa, la ricotta potrà essere setacciata anticipatamente), aggiungere di seguito i semi di una bacca di vaniglia, lo yogurt, la panna montata, il succo di limone e lavorare con delicatezza fino ad ottenere un composto liscio. Montare a neve gli albumi ed incorporarli al composto con movimenti lenti, dal basso verso l’alto.

Assemblaggio del dolce

Prendere lo stampo dal frigorifero e trasferire delicatamente la crema all’interno del guscio di pasta frolla. Livellare e porre sul ripiano più basso del forno a 180°per circa 90 minuti. Se il forno avesse maggiore potenza nella parte superiore, appena prima di infornare il dolce, inserire la leccarda sotto il grill in modo da attenuarne il calore. Una volta cotto, attendere qualche minuto, sfornare e sistemare su un piatto da portata. Attendere che si raffreddi e prima di gustarlo, spolverizzare di zucchero a velo.