Non una ricetta ma un ricordo e un libro …

17 Settembre 2017, Giornata Nazionale sulla Sla.

Non una ricetta ma un ricordo familiare, un libro dietro il quale c’è una storia bellissima.

Avevo 31 anni quando sentii nominare questa sigla per la prima volta e scoprii che sta per ‘Sclerosi laterale amiotrofica’, gravissima malattia neurodegenerativa. Non immaginavo davvero cosa fosse nemmeno dopo averne letto, ovvero non potevo sapere quanto rubasse ad un uomo fino a quando non lo vidi con i miei occhi.
Ne fu colpita mia cognata Teresa, sorella maggiore di Franco. Ricordo che la malattia si presentò con comuni sintomi di mialgia al braccio, simili a quelli posturali che inibiscono i movimenti. Ecco, partì da lì. Mia cognata era una donna di 56 anni, attiva, dinamica, forte, sempre in movimento, che conduceva una vita assolutamente sana. Cominciò ad accusare dolore e ad avere difficoltà nel compiere alcuni movimenti con il braccio. Aveva lavorato in fabbrica vicino Stoccarda in Germania, dove aveva vissuto per circa 27 anni. Poi per ricongiungersi alle sue radici, aveva deciso di tornare in Italia con la sua famiglia. Era una donna molto bella, riservata e sensibile, la cui presenza si notava.
Teresa lamentava questo dolore al braccio da mesi. Si era sottoposta a vari controlli negli ospedali della zona ma non se ne veniva a capo. Qualcuno, forse al centro Neuromed di Pozzilli (Is), le suggerì un ricovero presso il reparto di Neurologia dell’ospedale di Gallarate (Va). Rimase ricoverata in quel reparto alcuni giorni e fu proprio lì che le venne diagnosticata la Sla. Era il mese di giugno e la diagnosi fu spietata: pochi mesi di vita e tanta sofferenza incalzante, per cui ci si preparò al peggio.
A lei ovviamente non fu detto nulla e i familiari che la accompagnarono ebbero un carico immenso da portare a casa. Non fu semplice gestire le emozioni di quel verdetto nella vita di tutti i giorni soprattutto man mano che perdeva funzionalità di arti e azioni …
Questa condanna coincise con l’attesa notizia della mia gravidanza. Franco è l’ultimo fratello e Teresa desiderava molto questa felicità per lui. Ricordo perfettamente che era la metà di agosto del 1997 e andammo a casa per darle la notizia.
Sapevamo tutto della sua malattia ma cercammo in ogni modo di esprimere solo la gioia azzerando la preoccupazione, stava già male …
Le brillarono gli occhi quando sentì pronunciare le mie parole: “Aspetto un bambino …”.
Pianse e rise, mi tenne la mano. Non colsi una gioia pura, c’era un lieve velo di tristezza. Credo avesse già compreso che qualcosa non andasse.
I mesi passavano e andavamo a trovarla ogni tanto, la mia pancia cresceva …
In ogni visita era sempre più provata, affaticata e con una nuova funzionalità compromessa. Rimasi scioccata quando vidi che doveva essere issata sulla sedia a rotelle per andare al piano inferiore del palazzo dalla figlia e dai nipoti e fu terribile quando la vidi incapace di parlare. Era Natale, emetteva suoni per farsi capire, non deglutiva più e il suo corpo era diventato un sacco vuoto. Era letteralmente accartocciata su se stessa.
Nei suoi occhi c’era tutta la consapevolezza che un male sconosciuto e inaspettato le stesse togliendo la vita ad una velocità inaudita. C’era il dolore per non poter essere autonoma né godersi i nipoti, la rabbia per il tradimento di quel corpo flaccido di cui non rispondeva più.

Si spense il 10 gennaio 1998 e non vide nemmeno Giulia che fisicamente le somiglia moltissimo …
Mia cognata era bravissima in cucina. Aveva un repertorio composto da piatti della tradizione maranolese e piatti tedeschi. La domenica a casa sua c’era sempre profumo di dolce.
Desidero quindi ricordarla con questo libro di cucina “Sapori a colori”, Arkadia che nasce dalla collaborazione di Paolo Palumbo – malato di Sla – con il cuoco Luigi Pomata. Il ricavato del libro sarà interamente devoluto alla ricerca sulla Sla.
Non vi anticipo nulla della storia di Paolo, vorrei la leggeste. Cliccate sul link e ne saprete di più.
Io sto con Paolo 

http://m.huffingtonpost.it/…/paolo-palumbo-malato-sla-sapor…

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Pane integrale ai semi e fiocchi d’avena con lievito madre

My girl and I, un nuovo inizio: la nostra storia su Instagram comincia qui, da questo pane.

La scuola è quasi terminata per entrambe e l’estate è la stagione più bella per dedicarsi alle passioni. Oggi, prese dall’entusiasmo per i tanti e diversi progetti futuri suoi e miei, io e la mia ragazza ci siamo dedicate al pane. Superfluo descrivervi la mia gioia nel leggere le sue espressioni di alto gradimento dopo il taglio del filone e l’assaggio della fetta. Deve essere così tanto rimasta colpita dalla bontà che, da sola, ha pensato di creare un profilo Instagram con l’identità del Blog e riferimenti a noi due insieme. Poi mi ha incitata a scriverne immediatamente la ricetta per dare a voi la possibilità di provarla.

Premetto che amiamo i pani scuri, quelli nordici di farine integrali, di segale, di semi, con erbe, spezie e lievito madre. Il nostro lievito madre “Blobby” vive, respira, cresce di noi e con noi in casa da quattro anni.

Blobby, nato da una semplice miscela di acqua e farina, ha il potere di compiere magie facendo lievitare di tutto.

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Ingredienti

1,200 kg. di farina Petra 1, macinata a pietra (oppure farina 0)

500 g. di farina Petra 9 ( oppure farina integrale)

1 lt. di acqua a temperatura ambiente circa  (la quantità di acqua potrebbe variare a seconda del tipo di farina usata)

200 g. di lievito madre maturo

20 g. di miele di castagno (o altro a piacere)

100 g. di semi misti  (zucca, girasole, lino, sesamo)

20 g.  di sale fino

20 g. di olio extravergine di oliva

50 g. di fiocchi d’avena

Preparazione

Miscelare i due tipi di farina. Nella ciotola capiente di una planetaria o qualsiasi altra ciotola, far sciogliere bene il lievito madre con 200 g. di acqua. Attendere venti minuti, fino a quando in superficie comparirà una schiumetta. A questo punto aggiungere il miele, mescolare e cominciare a inserire gradualmente la farina. Versare altra acqua man mano che l’impasto diventa più compatto e continuare a lavorare dando il tempo alla farina di idratarsi. L’impasto dovrà risultare morbido. Inserire poco per volta i semi continuando ad impastare, successivamente inserire il sale e lavorare ancora fino a terminare tutta la farina e l’acqua. Per ultimo unire l’olio. Lavorare bene l’impasto fino a quando apparirà ben omogeneo, liscio e compatto. Rovesciarlo sulla spianatoia, coprirlo con la ciotola capovolta e attendere 30 minuti. Trascorso il tempo, stenderlo con i polpastrelli, dando forma di rettangolo verticale rispetto a voi, premendo in modo leggero. Procedere con le pieghe a tre, ovvero prendere il lembo superiore e ripiegarlo verso il centro, fino alla metà interna del rettangolo, sollevare l’altro lembo esterno inferiore e appoggiarlo al lembo superiore piegato. Avrà forma di un rotolo. Fatto questo, lasciarlo sul piano di lavoro coperto dalla ciotola capovolta e attendere altri 30 minuti. Ripetere l’operazione Riposizionare l’impasto in posizione verticale rispetto a voi, dando forma di rettangolo e ripetere l’operazione delle pieghe. Attendere ancora 30 minuti dopodiche’ trasferire l’impasto nella ciotola, coprire bene e porre in frigo per una notte.

Il mattino successivo, tirare fuori la ciotola dal frigo e lasciar acclimatare circa 1 ora (d’estate con le temperature molto alte anche 30 minuti), trasferire sul piano da lavoro, dividere l’impasto in due e dare forma di filoni. Ungersi le mani di olio e tamponare delicatamente i filoni, spargendo su essi i fiocchi di avena in modo uniforme. Attendere 1 ora circa circa affinche’ ricominci la lievitazione (d’estate anche mezz’ora). Praticare tagli a piacere con una lametta da barba e infornare sul ripiano centrale a 250 gradi per circa 15 minuti inserendo sul ripiano basso del forno una ciotola con dell’acqua per creare vapore. Successivamente abbassare la temperatura a 150 gradi e proseguire la cottura per 50 minuti. Sfornare e lasciar raffreddare su una gratella.

Insalata di carciofi crudi marinati e scaglie di Parmigiano

Il ‘Crudismo’ o ‘Raw Food’ è una delle tendenze più in voga negli ultimi anni, in fatto di alimentazione sana. Consiste nell’evitare di sottoporre cibi freschi come verdura, ortaggi, frutta fresca e secca, germogli, semi e cereali a temperature al di sopra dei 43-45 gradi per non distruggere, né disperdere vitamine e minerali essenziali per la nostra salute. Inutile dire quanto questo tipo di alimentazione sia in perfetta sintonia con la fisiologia del nostro corpo e con il nostro gusto, in quanto oltre a lasciare in purezza e semplicità la struttura dei cibi, ne esalta sapori e consistenze.

E’ primavera, la stagione del tepore, momento in cui più volentieri scegliamo insalate e cibi rinfrescanti e idratanti, più facili da digerire. Questa preparazione, ideale per depurare e proteggere il nostro fegato e per farci sentire sazi ma leggeri, richiederà solo un po’ di pazienza ma il successo è garantito! Provatela come antipasto, contorno sfizioso o anche aperitivo d’effetto e poi ditemi …

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Insalata di carciofi crudi marinati e scaglie di Parmigiano

Dosi per 4 persone

Tempo di preparazione: 1 ora circa per la pulizia dei carciofi

Tempo della marinatura: 2 ore almeno

Ingredienti

8 carciofi teneri

il succo di 4 limoni freschi

100 gr. di parmigiano in scaglie

6 cucchiai di olio extravergine di oliva

q.b. sale macinato al mulinello

q.b. di pepe nero macinato al mulinello

foglioline di menta fresca

Materiali utili

Una busta di plastica per alimenti da circa 3 lt.

Preparazione

Pulire i carciofi dalle foglie esterne più dure e da eventuali spine interne e immergerli in acqua acidulata con succo di limone. Togliere la corteccia esterna dai gambi dei carciofi lasciando solo la parte chiara interna e unirli ai carciofi in acqua acidulata. Spremere il succo dei limoni e tenerlo da parte. A questo punto, tagliare a metà i carciofi e affettarli a fettine molto sottili, tagliare anche i gambi a julienne. Metterli nella busta di plastica e irrorare con il succo di limone avendo cura, man mano che si riempie la busta, di girare i carciofi nel succo. Ogni tanto far uscire tutta l’aria dalla busta, chiuderla stretta girando bene la busta e porla sottosopra in modo da far distribuire bene il succo. Lasciarli marinare nel succo di limone per almeno 2 ore. Al termine di questo tempo, scolare i carciofi, trasferirli in una zuppiera, condirli con sale e pepe macinati al momento, aggiungere le scaglie di parmigiano, l’olio evo e le foglioline di menta.

Käsekuchen Italian Style

Non so perché o forse lo so, in questi ultimi anni propendo sempre più per i dolci ed è stranissimo per me. Mi lincerete per quello che sto per dirvi e vi capisco ma voglio essere sincera, non sono mai stata golosa di dolci. Fino a qualche anno fa non amavo il cioccolato, le creme, le mousse, la loro consistenza. Le mie preferenze erano sempre per cibi salati dai sapori forti. Potevo, al limite, scegliere dolci da forno, qualche crostata, ciambelle, biscotti, adesso invece mi scopro a sceglierli cremosi e persino stratificati, a cercarne ricette, desiderarli, sognarli, idearli, gustarli, con un piacere mai provato prima. Sarà compensazione? Bah … Quando sforno, mi sento una bambina di fronte alla sua golosità preferita e non riesco nemmeno ad aspettare, devo assaggiare. Mi accontento di piccole quantità ma le voglio, ad ogni costo le voglio. Si cambia. L’età, la vita, gli ormoni, altro … e bisogna imparare a riconoscersi anche in nuove vesti.

La scelta di questa domenica dettata da una autunnale malinconia, è caduta su una torta che imparai a fare circa 25 anni fa. Le influenze della cucina d’Oltralpe sono presenti nella mia vita da quando ero ragazza ed hanno sempre esercitato un grande fascino su me. La prima volta in cui assaggiai questa torta fu in uno dei rituali del “Kaffeestunde” – slang tedesco per intendere l’ora del caffè -, tenuto quotidianamente a casa di mia cognata Teresa, che oggi non c’è più. I miei cognati hanno vissuto in Germania trent’anni e avevano sempre tante storie da raccontare. Trovavo nel loro stile di vita un diverso approccio alla vita, operoso ma anche piacevole. Non ero abituata e guardavo incantata quel tempo lento che si concedevano ogni giorno, fatto di chiacchiere e relax. Nella mia famiglia di origine, non capitava mai di sedersi ogni pomeriggio a bere caffè o tè davanti a un dolce. Fermarsi significava sottrarre tempo alle attività di casa, allo studio, alle cose da fare. Si faceva in presenza di ospiti, mai tra noi in famiglia se non la domenica, sarebbero immediatamente scattati sensi di colpa profondi. Così, quando mi imbattei in questo rituale ne fui affascinata, scoprii che c’era chi nella vita si concedeva un piccolo piacere, ogni giorno ed imparai a coccolare e coccolarmi anch’io …

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Käsekuchen Italian Style (torta di formaggio)

Dosi per uno stampo a cerniera dai bordi alti, di 26 cm diametro

Tempo di preparazione 1,30 h circa

Tempo di cottura 90 minuti

Ingredienti per la pasta frolla

350 gr.di farina

125 gr. di burro

2 uova intere

100 gr. di zucchero semolato

la buccia grattugiata di un limone

1 cucchiaino raso di lievito per dolci

un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno

7 uova

150 gr. di zucchero semolato

50 gr.di farina

650 gr. di ricotta

125 gr. di  yogurt bianco magro

semi di una bacca di vaniglia

250 gr. di panna per dolci montata

il succo di un limone spremuto

zucchero a velo

Preparazione della pasta frolla

Foderare lo stampo con carta forno sia sul fondo sia lungo il bordo. Versare la farina setacciata nella ciotola della planetaria, aggiungere il burro a tocchetti e far amalgamare. Ne risulterà un composto sabbioso. A questo punto aggiungere lo zucchero, le uova, il sale, la buccia grattugiata del limone e il cucchiaino di lievito. Lavorare brevemente fino ad ottenere un composto compatto. Stendere l’impasto tra due fogli di carta forno e assottigliarlo fino a raggiungere uno spessore il più possibile uniforme di circa 2 cm di altezza. Con questo disco foderare lo stampo includendo tutta l’altezza del bordo. Porre in frigorifero.

Preparazione del ripieno

In due diverse ciotole, rompere le uova separando gli albumi dai tuorli. Montare i tuorli con lo zucchero e aggiungere gradatamente la farina. Sminuzzare la ricotta e unirla al composto amalgamando bene per evitare eventuali grumi (in alternativa, la ricotta potrà essere setacciata anticipatamente), aggiungere di seguito i semi di una bacca di vaniglia, lo yogurt, la panna montata, il succo di limone e lavorare con delicatezza fino ad ottenere un composto liscio. Montare a neve gli albumi ed incorporarli al composto con movimenti lenti, dal basso verso l’alto.

Assemblaggio del dolce

Prendere lo stampo dal frigorifero e trasferire delicatamente la crema all’interno del guscio di pasta frolla. Livellare e porre sul ripiano più basso del forno a 180°per circa 90 minuti. Se il forno avesse maggiore potenza nella parte superiore, appena prima di infornare il dolce, inserire la leccarda sotto il grill in modo da attenuarne il calore. Una volta cotto, attendere qualche minuto, sfornare e sistemare su un piatto da portata. Attendere che si raffreddi e prima di gustarlo, spolverizzare di zucchero a velo.

Baccalà di Mamma/Cod fish Mama style

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Auguri sinceri per il Natale ed il Nuovo Anno in arrivo. Vi propongo una ricetta nata dal connubio di tradizioni che si fondono insieme, quelle dei miei genitori. La mamma formiana, usava mangiare il baccalà fritto, a casa del mio papà calabrese, invece, lo cuocevano in un intingolo mediterraneo. Come accontentare entrambi ?! Mamma ha pensato bene di abbinare le cotture quindi, prima impanato e fritto poi cotto in una salsina leggera. L’unione fa la forza !

Baccalà  di Mamma

Ingredienti per 4 persone

Panatura

8 pezzi di baccalà già bagnato (600/700 gr. ca)

1 uovo

Pangrattato

Olio per friggere

Salsa

2 cipolle dorate

1 spicchio d’aglio

1 peperoncino

Capperi

Olive

2 foglie di alloro

Olio evo

Pomodorini Pachino

1/2 bicchiere di vino bianco

1/2 bicchiere di acqua

Gambi e foglie di prezzemolo

Procedimento:

Tagliare il baccalà in pezzi regolari e spellarlo. Asciugarlo bene con carta assorbente. Passare ogni pezzo nell’uovo sbattuto, poi nel pangrattato coprendo bene tutti i lati. Friggere in olio fino a doratura. Lasciar raffreddare e intanto preparare la salsa. Tritare le cipolle e l’aglio e farli appassire nell’olio. Aggiungere capperi, peperoncino ed olive e far cuocere pochi minuti. Versare il vino bianco e farlo evaporare. Tritare i pomodori e unirli al fondo di cottura insieme alle foglie di alloro. Lasciar cuocere la salsa pochi minuti e adagiare in essa i pezzi di baccalà fritto. Far insaporire da 5 minuti per lato, girando una sola volta con molta delicatezza per non rovinare l’impanatura.

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My best wishes for Christmas and the coming New Year. Just want to suggest you one of my family’s recipe. It comes from two different Italian regions, Lazio and Calabria, my parents’ ones. My Formiana mom used breading the cod in breadcrumbs and fry it. My Calabrese grandma cooked it in a very Mediterranean sauce made of tomatoes. How to please both of my parents?! Mama combined  both cookings! Breaded fried cod then sauteed in a creamy and light sauce. Unity is strength!

Cod Fish Mama style

Ingredients (Serves 4)

For the breading

8 pieces of fresh cod fish (600/700 gr. Ca)

1 egg

bread crumbs

Frying oil

For the sauce

2 golden onions

1 garlic clove

chili pepper

capers

olives

2 bay leaves

extra virgin olive oil

cherry tomatoes

1/2 cup white wine

1/2 cup of water

Prsley stems and leaves

Preparation

Cut the cod in regular pieces and peel it. Dry thoroughly with paper towels. Put each piece in beaten egg, then in bread crumbs covering well all sides. Fry in oil until golden brown. Let it cool and make sauce. Chop the onions and garlic in the oil cook them until golden brown. Add capers, olives, chili pepper and cook a few minutes. Pour the white wine and let it evaporate. Chop the tomatoes put them in the saucepan add bay leaves. Cook the sauce a few minutes then put fried cod pieces in it. Keep cooking 5 minutes per side, turning once very gently to avoid breaking them.

Pomodori ripieni di riso/Stuffed rice tomatoes

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Sono tornata. E’ passato quasi un anno, lo so. Mi spiace non esserci stata, ho perso tanto di voi. Avevo bisogno di prendermi cura di me, di Giulia, del mio lavoro. Ho vissuto questo anno attraversando i moti del mio cuore e fatto tanti sforzi per ritrovare serenità. E’ una nuova fase della mia vita questa. Sto cercando di ritrovare la mia luce e per farlo mi sono maggiormente aperta all’esterno. Tanti progetti, una nuova vita piena di persone nuove, vecchie passioni, nuove esperienze, viaggi. Dopo cinque anni trascorsi a casa, Giulia è cresciuta, esco di nuovo. Non accetto tutti gli inviti, non cerco distrazione. Mi piace scegliere solo ciò che mi nutre l’anima. Alcuni giorni sono migliori, altri meno, ma la voglia di vivere torna prepotente. Una cosa è certa, ciò che mi guida sono la curiosità, il mio “sentire” ed i moti del cuore …Ora parliamo di cibo! Cosa vi propongo? Un’altra chicca di zia Nina. Vi ricordate la signora del “Tiesto Formiano”? Sì, proprio lei! Sorrido quando penso al modo in cui ho scritto questa ricetta … Qualche anno fa eravamo in viaggio verso Roma, dirette a guardare lo spettacolo di danza di Valentina, la sua e la mia nipotina. Non avevo fogli su cui scrivere, solo una rivista letteraria … Ho riempito tutti gli spazi intorno ad un articolo e ho dovuto fare un puzzle di ricostruire la ricetta! Ecco a voi pomodori ripieni …

Desidero ringraziare Sally del blog http://sallychef.com/  per aver lasciato ogni tanto un commento in cui mi spronava a tornare. Sei stata così dolce Sally!

Ingredienti per 4 persone

4 pomodori tondi

250 gr. di carne macinata di manzo e maiale

2 cucchiai di riso per ogni pomodoro

1 panino all’olio tritato

mezzo bicchiere di latte

1 uovo

1 cipolla

1 spicchio di aglio

abbondante parmigiano grattugiato

abbondanti foglie di basilico

sale, olio

Preparazione

Sciacquare e svuotare i pomodori. Tagliarli conservando la parte superiore. Raccogliere la polpa in una zuppiera. Salare l’interno e capovolgerli su un piano. In un tegame, far rosolare la cipolla con l’olio e preparare un sughetto più acquoso. Far rosolare la carne sbriciolata in una padella con poco olio ed aglio. Sbollentare il riso per cinque minuti, scolarlo, lasciarlo raffreddare e unirlo alla carne macinata. Aggiungere l’uovo, il panino tritato, il latte, il parmigiano, il basilico, il sale, qualche cucchiaio di sugo. Amalgamare il tutto, riempire i pomodori ed adagiarli in una pirofila sul cui fondo avrete messo alcuni cucchiai di sugo. Condire con la rimanente salsa. Poggiare la parte superiore del pomodoro sul riso a mò di coperchio ed infornare a 200° fino a quando si asciuga (circa mezz’ora).

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I’m back. It ‘s been almost a year, I know. I’m sorry I was not here loosing so much of you. I needed to take care of me, Gulia, my job. I lived this year going through my heart motions and made so ​​many efforts to find serenity. It’s a new phase of my life this. I’m trying to bring my light out and going outside helps. So many plans, a new life full of new people, old passions, new experiences, travels. Giulia grew up so after five years spent at home, I go out again. I don’t accept all the invitations, I’m not looking for distractions. I knowingly choose what nourishes my soul. Some days are better than others but the joy of living is strongly coming back. I’m sure about one thing. What drives me are my curiosity, my gut feel and heart motions … Now let’s talk about food! What do I propose to you? Another Aunt Nina’s recipe. Do you remember the lady of “Tiesto Formiano”? Yes, that’s her! I smile when I think of the way I’ve written this recipe … A few years ago we were traveling to Rome together going watching Valentina’s dance performance. This sweet girl is her and my niece. I had no sheets on which write to, only a literary magazine … I filled all the spaces around an article and had to reassemble it as a puzzle! Here you are stuffed tomatoes ….

Just wanted to thank Sally from http://sallychef.com/ . She occasionally wrote a comment where expressed my missing and asked me to come back. It was so sweet of you Sally!

Ingredients (serves 4 people)

4 round tomatoes 

250 gr.  pork and beef ground meat

2 rice spoons for each tomatoes

4 sandwich loaf slices crumbled (or 1 sandwich roll)

half glass of milk

1 egg

1 fresh sliced onion

1 minced garlic clove

grated parmesan cheese

basil leaves

salt

extra virgin olive oil

Preparation

Rinse and drain the tomatoes. Cut them saving the lid. Gently collect pulp into a bowl with a spoon. Salt the inside, turn upside down the empty tomatoes on a surface. Add oil in a saucepan, soften onion and make a watery tomatoes pulp sauce. Add oil in another pan, brown minced garlic and ground meat. Cook rice for five minutes in salty water. Drain it, let it cool. Add it to ground meat then mix with egg,  crumbled sandwich loaf slices, milk, grated Parmesan cheese, basil leaves, salt and few tablespoons of sauce. Mix well all this ingredients. In a baking dish put a few tablespoons of tomatoes sauce. Fill the tomatoes with stuffing and place them into the baking dish. Drizzle with the remaining sauce. Cover tomatoes with lid tomatoes. Bake at 200 degrees until dry ( about half an hour).